AGROALIMENTARE : SVILUPPI INDAGINE DEL VINO CONTRAFFATTO CANTINA “ TERRE D’OLTREPO’ “

Comando Provinciale Pavia

Pavia, 14 aprile 2016 – La Procura della Repubblica di Pavia ha chiuso le indagini sull’inchiesta del vino contraffatto avviata dal Corpo forestale dello Stato di Pavia alla fine dell’anno 2014 alla quale hanno partecipato il Nucleo di Polizia di Tributaria della Guardia di Finanza di Pavia e funzionari dell’Ispettorato Centrale Qualità e della Repressione Frodi di Milano e Brescia. Quasi trecento indagati nell’inchiesta sul vino. Tanti sono i produttori, ma anche i componenti del vecchio Consiglio di amministrazione della Cantina sociale TERRE D’OLTREPO’ di Broni – Casteggio, che stanno ricevendo in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini della procura, che valgono come informative di garanzia. Secondo quanto ricostruito dall’indagine, sarebbe stato venduto per anni in cantina vino diverso da quello indicato sulle etichette, in particolare Pinot grigio. Per questa contestazione la Procura ha indagato l’intero vecchio Cda, ma anche i conferitori di uve, che secondo l’accusa sarebbero stati al corrente del presunto meccanismo fraudolento e ne avrebbero tratto profitto.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere fino alla truffa e alla frode in commercio.

Sono indagati 20 soggetti, perché si associavano tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, il patrimonio, la fede pubblica e tributari descritti ai capi che seguono e, segnatamente, delitti di:
– frode nell’esercizio del commercio di uve, mosti e vini, contraffazione di indicazioni geografiche, denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art 515, 517bis e 517quater c.p.), – emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 e 8 del D.Lgs. 74/2000), – truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p ) predisponendo a tale fine una stabile e coordinata organizzazione di uomini e mezzi, con una precisa suddivisione dei ruoli all’interno di essa, realizzando un complesso meccanismo di frode basato prioritariamente su sistematici cambi di qualità delle uve conferite dai soci conniventi (c.d. “cambio qualità”), nonché sulla predisposizione e l’utilizzo di bolle di conferimento fittizie inerenti l’acquisto di vino, mosti ed uva (c.d. “solo bolla”), al fine di produrre e commercializzare fraudolentemente vino e mosto, asseritamente prodotto secondo i dettami del “Disciplinare di produzione dei vini ad Indicazione Geografica Tipica Provincia di Pavia”, ma di fatto ottenuti mediante uve di tipologia diversa e tagli ben superiori a quelli consentiti dal predetto disciplinare (ossia al 15%) ovvero utilizzando mosto concentrato rettificato (“M.C.R.”) oltre i limiti consentiti; ricorrendo, per giustificare contabilmente i conferimenti fittizi, all’emissione e l’utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e alla falsificazione dei registri e documenti, ottenendo altresì indebitamente erogazioni pubbliche, e segnatamente sovvenzioni per arricchimenti del vino per la campagna dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura;

Sono indagati inoltre 3 il presidente del Consiglio di Amministrazione e il direttore generale, perché al fine di evadere le imposte sui redditi, avvalendosi di fatture ed autofatture per operazioni di acquisito di uva e/o di vino in tutto o in parte inesistenti, indicavano nelle dichiarazioni fiscali della Terre d’Oltrepò s.c.a.p.a. presentate ai fini dell’IRES, dal 2008 al 2013, elementi passivi fittizi per un importo di oltre 3,5 milioni di euro

52 perone perché in concorso con il direttore generale e l’impiegata con mansioni amministrative nonché sua stretta collaboratrice, al fine di consentire alla Terre d’Oltrepò di evadere le imposte sui redditi, fornitori e soci conferitori della società, emettevano fatture per operazioni inesistenti, relative a fittizie cessioni di vini, mosti e/o uve, ovvero concorrevano all’emissione di autofatture da parte della Terre d’Oltrepò s.c.a.p.a..
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il Direttore Generale e un’impiegata amministrativa, perché mediante la predisposizione e l’utilizzo di falsa documentazione amministrativo/contabile, fiscale e commerciale, nonché mediante l’esecuzione di fittizie scritturazioni sui registri obbligatori relativi ad acquisti mai avvenuti di mosto concentrato rettificato e connesse fittizie operazioni di arricchimento, nel mese di gennaio 2011, inoltravano all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura due domande finalizzate ad ottenere aiuti per arricchimenti del vino per la campagna 2010-2011. Gli artifizi e i raggiri posti in essere dai soggetti interessati inducevano in errore l’organismo pagatore il quale elargiva aiuti per complessivi euro 497.653,04 di cui euro 134.815,47 non dovuti in quanto riconducibili alle fittizie operazioni di arricchimento.
283 soggetti perché, in concorso tra loro, nell’esercizio di una attività commerciale consegnavano all’acquirente partite di vino per origine, provenienza, qualità e quantità diversa da quella dichiarata o pattuita, la cui denominazione di origine è protetta dalle norme vigenti in materia.

Inoltre alla SOCIETÀ TERRE D’OLTREPÒ S.C.A.P.A. sono stati contestati illeciti amministrativi di cui agli artt. 5 co. 1 lett. a) e b), 9, 24 co. 1 e 2, d. lgs. 08.06.2001 n. 231, perché i vertici della società in concorso tra loro commettevano il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p,) a vantaggio e comunque nell’interesse della predetta società, con il conseguimento di un profitto di rilevante entità, ed in assenza delle cause di esclusione della responsabilità di cui agli artt. 5 comma 2, 6 comma 1, e 7 comma 2, stesso decreto.

Altri illeciti amministrativi di cui agli artt. 5 co. 1 lett. a) e b), 9, 25 bis1 lett. a) d. lgs. 08.06.2001 n. 231, sono stati contestati al Direttore Generale e amministratore delegato e consigliere della società Terre d’Oltrepò S.C.A.P.A., ad un’impiegata con mansioni amministrative, al Presidente della società Terre d’Oltrepò S.C.A.P.A., al Vicepresidente e ai componenti del C.d.A. della società Terre d’Oltrepò S.C.A.P.A. perché commettevano il reato di frode nell’esercizio del commercio di uve, mosti e vini, contraffazione di indicazioni geografiche, denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 515, 517bis e 517quater c.p.), c.p., a vantaggio e comunque nell’interesse della predetta società, con il conseguimento di un profitto di rilevante entità, ed in assenza delle cause di esclusione della responsabilità di cui agli artt. 5 comma 2, 6 comma 1, e 7 comma 2, stesso decreto.